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Ministero della pubblica amministrazione

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Carissimi,
sento la necessità di tornare a rivolgermi a Voi su un tema delicato che
coinvolge, in primo luogo, tutti noi direttamente, come persone di scuola,
ciascuno nel proprio ruolo professionale di garante del diritto allo studio, ma
che riguarda tutta la comunità. Mi riferisco al tema della didattica a distanza
rivolta agli alunni con disabilità.
Come tutti sapete, sono stata insegnante di sostegno e ho potuto
constatare come, anche nelle circostanze più difficoltose da affrontare, la vera
cifra dell’inclusione sia la risultante di moltissimi fattori: la costruzione della
fiducia tra docenti, alunno e famiglia; la presenza e la disponibilità di mezzi e
strumenti per una didattica personalizzata; una collaborazione leale e
concreta tra tutti gli adulti cui gli alunni con disabilità sono affidati.
Abbiamo lavorato al fine di garantire la soluzione dei primi problemi
legati alla mancanza di connettività e di strumenti tecnologici adeguati, per

mezzo di appositi provvedimenti economici che stanno progressivamente
portando i primi frutti. Le scuole hanno iniziato infatti ad operare per
procurarsi tali strumenti, al fine di metterli quanto prima a disposizione delle
famiglie in difficoltà.
Abbiamo inoltre mantenuto un contatto diretto con le principali
Federazioni e Associazioni che rappresentano le persone con disabilità, con le
quali intendiamo continuare a collaborare per migliorare – anche in questa
emergenza – la qualità dell’inclusione scolastica. Come noto, ho insediato un
comitato di esperti per studiare delle proposte che consentano di
programmare in rientro a scuola in condizioni di sicurezza e serenità, per
tutti. Il Coordinatore del comitato, prof. Patrizio Bianchi, avvierà nei prossimi
giorni le interlocuzioni e le audizioni – che ritengo doverose – con tutti gli
attori istituzionali che rappresentano le persone con disabilità.
Dai nostri monitoraggi, dalle esperienze che molte famiglie ci hanno
raccontato direttamente scrivendo al Ministero, dai social media, dalle
Associazioni stesse, sono pervenute tante storie diverse, racconti di vita reale,
stimoli fortissimi che hanno contribuito a formare un quadro variegato
dell’inclusione scolastica in questo particolare momento.
Pur certa e convinta che quanto si è fatto e si continuerà a fare per
garantire l’inclusione nelle classi e nelle sezioni della scuola italiana sia il
frutto del massimo impegno da parte di tutti i docenti e i dirigenti scolastici,
sento l’esigenza di condividere con voi alcune riflessioni che nascono da
questa fitta trama di testimonianze, poiché credo che possano contribuire a
sanare alcuni disallineamenti riscontrabili nelle pratiche didattiche
quotidiane e anche stimolare alla costruzione di strategie utili a recuperare
quanto, in termini di socializzazione e didattica inclusiva ha, malgrado
l’impegno di tutti, perso di efficacia.
In tutte le scuole del sistema nazionale di istruzione è previsto che i
docenti di sostegno siano garanti del diritto allo studio degli alunni loro
affidati, ora più che mai, in un momento in cui la contitolarità formale sulla
classe, prevista dalla norma, deve tradursi in un atteggiamento di inclusività
che si sostanzi in contatti diretti con i bambini e i ragazzi, attraverso stimoli
visivi, in maniera sincrona, sia per fini didattici che per fini più squisitamente
relazionali e sociali. Nella didattica, in particolare, è opportuno che il docente

di sostegno si affianchi alle attività di tutta la classe, in presenza dell’alunno
con disabilità, non solo per facilitare e fornire feedback sui contenuti, per
mediare con strumenti e metodologie individualizzati la trasmissione del
sapere, ma anche per riportare l’attenzione dell’intero gruppo classe sulla
possibilità di creare occasioni di rinnovata socializzazione in un ambiente
condiviso, seppure virtuale. Il principio della contitolarità educativa sulla
classe, e per tutti gli alunni, coinvolge direttamente anche i docenti
curricolari, i quali dal canto loro sono chiamati a intervenire direttamente
anche in attività didattiche inclusive “dedicate”, poiché rivestono il ruolo di
adulti di riferimento di tutta la classe e il contatto con loro restituisce
all’alunno con disabilità una prima misura di inclusione nel suo contesto di
appartenenza.
È evidente che il docente di sostegno ha la piena facoltà, nonché il
dovere dettato da questa condizione di specialità che stiamo vivendo, di
curvare e ricalibrare il PEI, coinvolgendo il dirigente scolastico e il consiglio
di classe nelle scelte e informandone le famiglie, man mano che emerga la
necessità di ripensare la didattica, i contenuti e le metodologie. E’ importante,
in ogni caso, che le scelte siano compiute nella piena condivisione tra docenti,
famiglie e alunni, nell’interesse esclusivo di questi ultimi.
Ritengo che, mai come in questo caso, non sia importante la quantità
bensì la qualità delle attività predisposte, delle relazioni attivate, delle
valutazioni, le quali dovranno essere sempre coerenti con gli obiettivi e ben
suffragate da solide basi di carattere metodologico.
Ai dirigenti scolastici, già impegnati a tenere le redini di questa difficile
situazione, direi quasi a mettere a sistema tutte le energie in gioco,
equilibrandole con le insicurezze e le paure dei ragazzi e delle famiglie,
chiedo lo sforzo ulteriore di garantire con celerità le operazioni finalizzate a
coprire l’eventuale gap tecnologico di tutte le famiglie, in particolar modo di
quelle degli alunni con disabilità, e di assumere ogni utile iniziativa volta a
sollecitare e ad attivare interventi didattici a loro favore, ove ancora non fatto.
Tutto il Governo ha lavorato e lavora perché nessuno resti indietro o si
senta escluso.
Mi sembra doveroso, in ultimo, richiamare l’attenzione sul fatto che già
una norma di legge, recentemente varata tra i provvedimenti emergenziali,

prevede che si possano coinvolgere gli assistenti educatori e alla
comunicazione nel lavoro quotidiano di garanzia della didattica a distanza, in
raccordo con gli enti locali. Con gli assistenti alla comunicazione, in
particolare per quanto riguarda alunni e studenti con disabilità sensoriali, la
collaborazione potrà avvenire attraverso sistemi di condivisione delle
piattaforme digitali in uso tra i docenti, in modo che gli assistenti medesimi
possano operare a loro volta a distanza con gli allievi e i docenti medesimi,
utilizzando il canale comunicativo più adeguato alle varie circostanze.
Chiedo ai dirigenti scolastici di valutare la strada migliore per la
garanzia di coinvolgimento di personale assistente alla comunicazione, il
quale seppur non direttamente dipendente dall’Amministrazione scolastica,
svolge un fondamentale lavoro di supporto a garanzia del diritto allo studio
degli studenti con disabilità, un lavoro prezioso che non va disperso ma
valorizzato e messo a frutto.
Ricordo, in ultimo, che sul sito del Ministero dell’Istruzione è stata
predisposta un’apposita pagina web, caratterizzata dall’essere un work in
progress, dedicata proprio alla didattica a distanza per alunni e studenti con
disabilità. I collegamenti e le iniziative lì proposti consentono di raggiungere
e utilizzare, a titolo totalmente gratuito, le piattaforme e gli strumenti messi a
disposizione delle istituzioni scolastiche e delle famiglie.
Nel ringraziare, in ultimo, le famiglie degli alunni che, con pazienza e
sempre silenziosamente, stanno collaborando in modo propositivo e fattivo
con i docenti e con le scuole per superare le difficoltà, desidero rivolgere a
tutti un augurio di buon lavoro e comunicare la mia ferma convinzione che la
Scuola italiana – al netto degli impedimenti, che avremo il tempo di superare
– uscirà rafforzata dalla prova che sta vivendo, per merito di tutti i cittadini
che quotidianamente si impegnano, ciascuno nel proprio dovere, a renderla
migliore.

Il Ministro

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